18 Ottobre 2025 – MAGHE, MEDICHESSE E STREGHE: LA VOCAZIONE FEMMINILE ALLA CURA

by AdmArca

UN VIAGGIO NELLA STORIA DELLE DONNE CHE HANNO INCARNATO IL RUOLO DI GUARITRICI, LEVATRICI ED ERBORISTE

Domenica 18 Ottobre 2025 presso “ARCA DI LUCE” a San Matteo delle Chiaviche (MN) alle ore 15.15

La storia della cura ha un volto profondamente femminile. Fin dall’antichità, le donne hanno incarnato ruoli di guaritrici, levatrici, erboriste, medichesse e sante, muovendosi in un territorio liminale dove medicina empirica e pratiche magiche si intrecciavano. In loro si è espressa una vocazione complessa: il prendersi cura del corpo, della vita nascente, delle ferite della comunità, ma anche dei desideri e delle paure che sfuggivano alla razionalità.

Il ruolo femminile nella cura

In un mondo dove la medicina ufficiale era prerogativa maschile, le donne hanno occupato spazi alternativi, spesso non istituzionali ma capillari e vitali. Dalla gestione dei parti alla raccolta delle erbe, dalla preparazione di decotti e unguenti fino ai riti di protezione contro malattie e malocchio, esse hanno custodito e trasmesso un patrimonio di saperi indispensabile alla sopravvivenza delle comunità.

Diverse identità femminili

Queste figure non furono mai univoche. Si spaziava dalle dee della guarigione – come Iside, Ecate o Hygieia – alle pizie e sibille che coniugavano profezia e terapia; dalle levatrici e “erbarie” dei villaggi, alle alchimiste e medichesse colte del Medioevo e del Rinascimento; fino alle streghe, perseguitate ma portatrici di un sapere che univa erbe e incanti, medicina e immaginario.

Conoscenze empiriche e magiche

Una vocazione tra luce e ombra
La medicina, per molte donne, è stata occasione di libertà e di autorevolezza, ma anche motivo di sospetto e persecuzione. Nel passaggio al Rinascimento, quando la scienza medica si istituzionalizzò e si fece sempre più appannaggio maschile, il sapere femminile fu spesso delegittimato o criminalizzato, trasformando la “guaritrice” in “strega”.

In sintesi

Parlare di maghe, medichesse e streghe significa riconoscere la pluralità delle identità e delle conoscenze femminili nella storia della cura. Significa illuminare un percorso che va dalle dee arcaiche ai roghi dell’Inquisizione, dalle erboriste medievali alle prime medichesse rinascimentali. È la trama di una vocazione antica e resiliente: quella delle donne al servizio della vita, tra scienza e magia, tra necessità e incanto



Chi è Fabio Bortesi?

Fabio Bortesi proviene da una famiglia che da tre generazioni si dedica allo studio e all’utilizzo delle piante officinali e commestibili. La sua formazione inizia presto: a undici anni affianca il nonno nella sua attività di erborista ambulante, esperienza che diventerà non solo un mestiere, ma uno stile di vita.

Dopo aver raccolto l’eredità del nonno nella gestione dell’attività, Fabio affianca al lavoro quotidiano un’intensa attività di divulgazione. Appassionato di erbe spontanee, mitologia, antropologia, etnobotanica e fiaba, tiene corsi, conferenze e laboratori, intrecciando saperi tradizionali e visioni simboliche.

Nel 2018 è ospite del Festivaletteratura di Mantova con l’evento “Quando le erbe erano divinità”, dedicato al legame tra piante e sacro.

Dal 2020 partecipa al progetto Cultipharm, che sviluppa studi botanici innovativi per i settori nutraceutico, farmaceutico e cosmeceutico.

Nel 2024 pubblica, insieme a Francesco Boer, il libro “La ricetta dell’incanto” (Edizioni WUDZ), un viaggio tra miti e simbologie degli alimenti, in cui la nutrizione incontra il racconto mitico e l’immaginario archetipico.